La tecnica

Certo, siamo nani sulle spalle di giganti, ma proprio per questo si aprono a noi orizzonti più vasti.

La tecnica con cui Riccardo Toso Borella realizza le sue opere si chiama “Graffito” e consiste nell’incisione di precisione della lamina dorata applicata su vetro. Alcuni esempi di manufatti creati con questa tecnica provengono dal mondo dell’antica Roma. Venezia, in stretti legami con Bisanzio fin dalla propria origine, seppe essere terra feconda per ereditare questo patrimonio artistico.

Oltre il carattere artigianale del gesto tecnico si cela un lavorio concettuale continuo. È ciò che eleva ciò che faccio ad “Arte”.

Il Vetro Dorato

La tecnica con cui Riccardo Toso Borella realizza le sue opere si chiama “Graffito” e consiste nell’incisione di precisione della lamina dorata applicata su vetro. Alcuni esempi di manufatti creati con questa tecnica provengono dal mondo dell’antica Roma. Venezia, in stretti legami con Bisanzio fin dalla propria origine, seppe essere terra feconda per ereditare questo patrimonio artistico.

Come si legge in Artists Techniques and Materials, Getty Pubblications, 2006, la tecnica del vetro dorato nasce nell’Egitto faraonico, fu molto apprezzata nel periodo paleocristiano e riscoperta  tra gli artigiani boemi dalla seconda metà del XVII secolo. I termini “vetro dorato” e “fondo dorato” descrivono un tipo di decorazione comune nel III e IV secolo d.C. per ornare coppe, bicchieri e oggetti di lusso. La foglia d’oro, posta tra due strati di vetro trasparente, riportava iscrizioni e rappresentava ritratti, scene bibliche o temi mitologici.

Negli usi moderni di questa antica tecnica per prima cosa viene applicato uno strato di smaltite, grasso e olio di trementina, che si combinano in una colla molto appiccicosa che viene lasciata riposare finché, quando viene toccata leggermente, non emette un suono distintivo (noto come “vetro che canta”). La foglia d’oro, applicata sopra lo strato viscoso, viene incisa con un ago e decorata con smalto. La lastra viene poi posta in un forno a muffola e cotta a 530° C, una temperatura alla quale gli oli contenuti nella colla evaporano e l’oro si fonde saldamente al supporto di vetro.

Le opere

  • Hell, 1953

    Hell, 1953

    250 x 150 cm

    2025-2026

    Vetro di Murano, foglia d'oro 24 K. su pannello in metallo corten

  • Una Icona di Venezia

    Una Icona di Venezia

    40 x 64 cm

    2025

    Vetro di Murano, foglia d'oro 24 K.