
L’Incubo… di Europa
Dimensioni
Ø 34 cm
Anno
2026
Materiale
Vetro di Murano, foglia d'oro 24 K.
Tecnica
Graffito
Prezzo
Su richiesta
Autore
Riccardo Toso Borella
oppure
Breve descrizione
L’opera prende avvio da due riferimenti iconografici attraverso cui interrogare il presente: il mito del ratto di Europa, così come è stato declinato in diversi dipinti — fra gli altri, da Veronese e Tiepolo — e L’Incubo di Füssli.
In quest’opera di Riccardo Toso Borella, realizzata con la tecnica del graffito su foglia d’oro 24 carati e vetro di Murano, si distende un’immaginata visione onirica della mitologica Europa, assunta come figura attraverso cui indagare e mettere in luce le paure più profonde che oggi serpeggiano nel continente.
Nel mito, Europa viene rapita dal dio Zeus, che assume la forma di toro per unirsi a lei. L’artista immagina però la scena come se quel ratto appartenesse a un passato remoto e tra i due fossero trascorsi anni di vita coniugale. Zeus ed Europa appaiono ormai emotivamente distanti. Zeus-toro — la cui fisionomia richiama quella del toro dipinto da Tiepolo nel Ratto d’Europa — non ama più Europa come un tempo, non condivide più il suo letto e, proprio per questo, i mostri possono irrompere nel suo spazio onirico e psichico.
Un mostriciattolo dal buffo ciuffo, quasi col riporto, le si siede sulla pancia, mentre un cavallo infernale insidia minacciosamente la stanza di Europa da dietro la tenda, sulla quale è dipinta la bandiera dell’Unione Europea.
La loro natura resta ambigua: appartengono ancora all’incubo, o stanno già prendendo corpo nella realtà? E, a voler interrogare il sogno, quali significati potremmo trarne?




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